TAPPA 13: BENEVENTO – BUONALBERGO

LE ASPERITA’ DEL SANNIO


Profilo altimetrico
DATA:  28 novembre 2015 VELOCITA’ MEDIA: 9,9 km/h
PARTENZA: Benevento, duomo TEMPO DI VIAGGIO: 2h.59′
ARRIVO: Buonalbergo PENDENZA MEDIA (%): 2,4
DISTANZA (KM): 29,6 METEO SUL PERCORSO: Parzialmente  Nuvoloso
DISLIVELLO (MT): N/A TEMP.(°C): 6-12
Note:
 

Lasciato il duomo, procediamo sul Corso di Benevento, chiuso al traffico e gia’ pieno di bancarelle e ornamenti natalizi.  Passiamo a fianco del complesso della chiesa di Santa Sofia e non si puo’ fare a meno di scattare qualche foto.  Prima di puntare verso Buonalbergo abbiamo una destinazione intermedia: e’ la sede dell’universita’ “Giustino Fortunato”, un ateneo telematico dove il prof. Vinelli, ancora giovane, consegui’ il diploma di laurea in scienze della navigazione aerea e dove egli costituisce ancora un saldo punto di riferimento per il collegio docente, gli studenti e la segreteria tutta.

Prima di raggiungere l’ingresso dell’ateneo, incrociamo un simpatico gruppo di ciclisti locali, con cui ci confrontiamo brevemente sul percorso che ci attende.

Veloce passaggio in universita’ – inseriranno la notizia del nostro passaggio sul loro sito – brevissima sosta al bar e via, verso Buonalbergo.

La tappa e’ di 30 chilometri, di cui una buona ventina si riveleranno in salita.  Una salita non sempre ripida, ma fastidiosamente ininterrotta… proprio un toccasana per i miei crociati infiammati!  Passiamo Paduli, oltre meta’ percorso, e si continua a salire.  Fortunatamente ogni tanto il sole fa capolino tra le nuvole e si avverte un leggero tepore.

Finalmente, dopo circa tre ore di pedalata, siamo alle porte di Buonalbergo.  Ho le ginocchia in fiamme e realizzo che non sono in condizioni di pedalare per altri 40 chilometri.  Luca e Corrado sono comprensivi e accettano di fermarci qui, per oggi – del resto non si poteva non trascorrere la notte in un posto chiamato cosi’, giusto?

Il sig. Donato, l’alimentarista dove ci rifocilliamo, ci da’ indicazioni per il pernotto, ma i pochi b&b nei dintorni sono molto fuori percorso e sulla sommita’ di lunghissime salite. Mentre discutiamo sulle opzioni, Donato si rammenta di una casa a poche centinaia di metri, dove una certa signora Fernanda e’ solita ospitare i pellegrini nella buona stagione.  Molto gentilmente Donato chiude bottega e prende l’auto per andarne a verificare la disponibilita’, di li’ a poco tornando con buone notizie.  In due minuti, inerpicandoci verso il paese vecchio, raggiungiamo Fernanda, che ci viene incontro, aprendoci le porte della “Casa del Pellegrino”.  Insieme col marito, gestiscono questa piccola, antica ed essenziale abitazione, assolutamente in linea con le esigenze dei viandanti della Via Francigena.  Non c’ e’ il riscaldamento, ma Fernanda ci affida una stufa a gas che, mentre scrivo, ci stiamo litigando.  Piu’ tardi lasceremo qualche parola di gratitudine sul guestbook della casa, mentre abbiamo gia’ timbrato le nostre credenziali – Fernanda e’ super-organizzata!


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2 commenti

  1. Bravi Luca e Corrado!!!
    Campagna contro l’abbandono dei “Riccardi”

  2. Riccardo , un bel legame con il Roma Tokio , allora c’era lo “stamp and Italian souvenir” sul brevetto di Franco Pecorari , molto simile al vostro timbro delle credenziali …

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