DA:Hamamatsu AFB (RJNH) | A: Ryugasaki (ZZZZ) |
DATA PARTENZA:16 agosto | |
ORA PARTENZA : 09:00 (00:00z) | ORA D’ARRIVO :11:00 (02:00z) |
LUNGHEZZA (NM):180 in 2h.00′ | LIVELLO DI VOLO: 7.000 ft, poi 1.500 ft AGL |
METEO LUNGO LA ROTTA:BKN a 2.000 ft | |
VENTO IN ROTTA:deboli & variabili | |
TEMPERATURA AL DECOLLO/ATTERRAGGIO: 32° C/25° C. ROUTING: SAGARA – V17 – XAC – HYE – Yokohama – Shinjuku – SNE |
|
NOTE:L’albergo di Hamamatsu non accetta dollari, né carte di credito, ma solo yen. E’ la prima volta che ci capita durante tutto il nostro viaggio e, dopo lunghe discussioni, il manager dell’albergo si accoda ai taxi, seguendoci fino alla base. E’ giusto un ulteriore problema che l’aeronautica militare giapponese si adopera di buon grado di risolverci, accettando i nostri dollari e curando il pagamento per nostro conto. Un altro punto è la meteo: i metar di Narita (che è come dire Ryugasaki) danno BKN a 700 piedi. Con tutti i grattacieli e le torri lungo la rotta, pensare di stare sotto è un suicidio. Del resto Ryugasaki non ha una procedura strumentale e, su due piedi, a Narita e Haneda non ci accetterebbero. Il meteo-man di Hamamatsu è gentilissimo. Ogni dieci minuti, con il suo rudimentale inglese, mi porta nuove foto, carte e informazioni. Sembra che il ceiling si alzi e decidiamo di partire. Decolliamo in formazione, seguendo la Oshima Dep., che consiste nel seguire la radiale 099° del VOR fino a 7.000 ft. Su c’è un bel sole e, poco più avanti, cancelliamo il piano di volo IFR. Passati al traverso dello spettacolare monte Fuji, che svetta dalla coltre delle nubi, le cose si mettono al meglio: il ceiling più avanti è salito a 2.000 ft. e l’elicottero (ieri erano due, oggi è uno, domani sarebbero stati zero) è già in frequenza, ad aspettarci sul VOR di Yokosuka. Scendiamo nel chiaro a 3.000 ft. e concordiamo il rendez-vous a 1.500 piedi. Il grosso Sikorsky, di proprietà del quotidiano finanziario “Asahi Shimbun”, si affianca alla formazione e inizia a bombardarci di scatti. Sotto inizia l’immensa distesa di questa megalopoli da 12 milioni di abitanti. Data la densità di abitazioni è meglio non pensare ad una piantata motore. Ogni tanto ci dicono di passare più vicini a questo o quel grattacielo. Al traverso di Haneda l’elicottero ci saluta e procediamo per la destinazione, stando bene attenti a evitare lo spazio aereo di Narita. Pian piano le abitazioni si diradano e inizia la campagna. Ecco, là avanti, l’aeroportino di Ryugasaki. Chiamiamo il lungo finale 08 e atterriamo. Non ci sembra vero. Al parcheggio ci corrono incontro il consigliere Volpi e Matteo Sapio: che piacere vederli, dopo averli sentiti (e stressati) per tutti questi giorni. Persone cordialissime, sono felici almeno quanto noi. Alla spicciolata, giungono appassionati dell’aeroclub locale, armati di macchine fotografiche: scatti e riprese video all’impazzata. Anche la sig.ra Oba, angelo custode dell’ambasciata, è qui. Paolo tira fuori un cartello, preparato da tempo, che reca il motto, già del 36° BT, “SOC 1.000!”. Saltiamo al grido di “Banzai” e “Chi non salta, cagasotto è”. Passata l’euforia, prendiamo contatto con i responsabili dell’aeroporto, cominciando a coordinare il programma di smontaggio degli aeroplani (non ve l’avevamo detto che lungo la strada abbiamo accantonato l’idea di tornare in volo? Avanti con le critiche…). Il nuovissimo “van” dell’ambasciata ci porta in centro. Mamma mia, quanto è lontano da Ryugasaki! |