TAPPA 2: CASTEL GANDOLFO – VELLETRI

PIOGGIA, VENTO E SALITE…


Profilo altimetrico
DATA:  novembre 2015 VELOCITA’ MEDIA: 10 km/h
PARTENZA: Castel Gandolfo, Palazzo Papale TEMPO DI VIAGGIO: 1h. 55′
ARRIVO: Velletri PENDENZA MEDIA (%): 7,1
DISTANZA (KM): 19,7 METEO SUL PERCORSO: Nuvoloso con piovaschi intermittenti
DISLIVELLO (MT): 796 TEMP.(°C): 7-10
Note:
Con il break del pranzo (panini) ridotto al minimo per il rapido peggioramento del tempo, siamo ripartiti costeggiando prima il Lago di Castel Gandolfo e poi su, su, fino ad affacciarci a quello di Nemi, mentre pioggia e reffiche di vento gelido cominciavano a sferzarci.

Quando gia’ si cominciava a sentire odore di discesa, arriva la foratura di Luca, che pero’ ha sostituito la camera d’aria con una scioltezza e una serenita’ da vero professionista. Non dovrei dirlo, ma e’ stata la foratura a consentire a chi scrive di recuperare il fiato necesario a scollinare verso Velletri.  Ogni tanto la traccia ufficiale della Via Francigena ci ha fatto lasciare la strada asfaltata per stretti e irti sentieri nel bosco, ma e’ stato un diversivo tutto sommato divertente.

La lunga discesa verso Velletri, con pioggia a tratti e temperatura intorno ai 7 gradi, ci ha procurato i primi brividi della giornata.  Siamo comunque arrivati abbastanza rapidamente al Seminario “Don Orione”, dove siamo stati accolti con il calore – sia umano che del confortevole ricovero – che davvero cominciava a difettare.

Cena insieme ai responsabili e ai seminaristi, da noi apprezzatissima.  In particolare siamo rimasti colpiti dalla simpatia, umanita’ e spiccata personalita’ di Don Riccardo, che, mentre i seminaristi di turno in cucina ci servivano una cena semplice, ma di rara bonta’, ci ha letteralmente incantato con i racconti sulla sua lunghissima esperienza in Togo e Costa d’Avorio.  E che dire del vicedirettore del seminario, Don Enrico, mix perfetto di saggezza e ironia?  Questi sono gli eroi oggi, non cercate altrove.

Come considerazione finale, indipendentemente dalle singole scelte religiose, calarsi ogni tanto in questo tipo di realta’, contesti non regolati dai beni materiali, ma dai valori, e’ di grande aiuto nella ricerca della nostra spiritualita’ smarrita, portandoci a ricentrarsi sulle cose essenziali, e per questo veramente importanti.

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