TAPPA 17: SAN SEVERO – SAN GIOVANNI ROTONDO


TAPPA 17 SAN SEVERO - SAN GIOVANNI ROTONDO stradale

Profilo altimetrico
DATA:  30 novembre 2015 VELOCITA’ MEDIA: 10,9 km/h
PARTENZA: San Severo, Stazione ferroviaria TEMPO DI VIAGGIO: 3h.07′
ARRIVO: San Giovanni Rotondo, Viale Padre Pio PENDENZA MEDIA (%): 4,4
DISTANZA (KM): 34,2 METEO SUL PERCORSO: Sereno
DISLIVELLO (MT): 905 TEMP.(°C): 6-12
Note:
Ora che siamo in vista della meta, non si poteva non dedicare la foto di apertura a Luca, ideatore e organizzatore di questo viaggio in bici, lungo, un po’ faticoso e soprattutto fuori stagione, ma proprio per questi motivi di grande soddisfazione per noi che abbiamo potuto prendervi parte.  Torneremo piu’ avanti sulle motivazioni che ci hanno portato a percorrere tutti questi chilometri in bici, ma questo sembra anche il momento opportuno per riconoscere a Luca la designazione di persona straordinaria, non solo per il carisma da grande trascinatore, ma anche per le doti di profonda umanita’, che continua a dimostrare ogni giorno.  La stessa umanita’ che ha messo in campo anche stamane, dopo che abbiamo raggiunto in pullman l’officina dell’amico Peppino a San Severo e, per il quinto giorno consecutivo, ha trovato la ruota posteriore della sua MTB forata!  Non solo non ha imprecato e non ha urlato, ma si e’ messo a ripararla con un largo sorriso, assistito dal premuroso Peppino, uno degli angeli custodi incontrati lungo il percorso.

Dopo i saluti e le foto di rito, partiamo verso la strada statale 272, quella che da San Severo si inerpica verso San Marco in Lamis e quindi San Giovanni Rotondo.  Dopo una dozzina di chilometri in pianura, passata la ferrovia, la pendenza cambia e finalmente il ciclista si trova a tu per tu con sua maesta’ il Gargano.  Ciclisti ben allenati vanno e vengono lungo la Statale, e ogni tanto incontriamo qualche amico di Luca che ci affianca per accompagnarci.  Poco prima di San Marco in Lamis, ci fermiamo al santuario di Stignano con l’intento di farci timbrare le credenziali, ma la chiesa non sembra essere presidiata.  Ci facciamo una foto e ripartiamo verso San Marco. La strada e’ ripida e tortuosa in questa ulteriore giornata spettacolare, autentico dono della stagione, con cielo limpido e grande visibilita’: alle nostre spalle, tra i tornanti, fa capolino il massiccio della Maiella, abbondantemente innevato.  Alle porte di San Marco incrociamo Luigi, che ci scatta qualche foto e conferma che domani pedalera’ con noi verso la meta. Luca ci propone uno spuntino: siamo fortunati, perche’ la pizzeria dove entriamo e’ davvero di alto livello.  Facciamo bis e tris di pizza e dolci e ripartiamo, stavolta verso il santuario di San Matteo.  E’ un altro tratto molto ripido quello che porta al santuario, ma i sensi appagati: la vista e’ fantastica e le bici, senza bagagli, decisamente piu’ leggere.  Dopo una breve sosta ripartiamo, le nostre credenziali con un timbro in piu’.

Dal bivio di San Matteo a San Giovanni e’ tutta discesa.  La breve distanza dal paese di San Pio invoglia a correre lungo le morbide curve del percorso, estremamente panoramico, e ci fermiamo solo per un paio di foto, inclusa una al nuovissimo parco dei dinosauri, appena inaugurato a ridosso dell’abitato di San Giovanni.

Dopo un aperitivo a casa di Luca, in pochi istanti raggiungiamo Piazza Santa Maria delle Grazie, dove e’ ubicata la chiesa e tomba di Padre Pio.  Si respira, com’e’ ovvio, una straordinaria spiritualita’, ed e’ con un caldo sorriso che una suora ci da’ il benvenuto al complesso, timbrandoci le credenziali.

Domattina ci aspetta l’ultima arrampicata di questo viaggio, quella per Monte Sant’Angelo.


2 commenti

  1. ciao a tutti, vedervi mi emoziona, solo 10 giorni fà sono tornato con il cuore gonfio di emozione, per aver fatto in solitaria la mia impresa personale, partendo da Venezia per arrivare , in 6 giorni a San Giovanni Rotondo, un esperienza che mi porterò nel cuore nella vita, vedervi sulle stesse strade, mi ha fatto condividere la vostra impresa, è stata dura , ma nella vita non c’è nulla di facile, e quando si punta un obiettivo non c’è modo di fallire, la forza fisica è importante ma di più c’è la mente, e l’assistrenza x tutto il viaggio del Santo Padre Pio

    a presto

    Stefano

    • Ciao Stefano, complimentissimi! Hai davvero macinato la strada…. Mi viene da pensare che hai anche qualche anno di meno:-) Comunque bravo! Noi stiamo sempre pensando a fare la parte conclusiva, da Monte S. Angelo a Brindisi… Te lo faremo sapere!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *