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La storia dellaeronautica italiana ci
ha tramandato, tra le altre, limpresa dei velivoli di Masiero e Ferrarin che, nel 1920, raggiunsero
la capitale del Giappone, destando un clamore epocale.
Lidea della trasvolata era venuta a Gabriele DAnnunzio
che, trovandosi in una fase di intenso scambio culturale con il
Paese del Sol Levante, ritenne che un volo dallItalia al Giappone
avrebbe contribuito alla visibilità del nostro Paese a livello internazionale,
ulteriormente approfondendo i rapporti economico-culturali con i
Paesi dellestremo Oriente.
Leco che levento ebbe era certamente giustificato dalla relativa giovane età
del mezzo aereo e dalla ragguardevole distanza coperta dagli intrepidi aviatori Arturo
Ferrarin e Guido Masiero che, decollati il 14 febbraio 1920, tra mille peripezie,
raggiunsero Tokyo il 31 maggio, 106 giorni dopo la partenza dal campo di Centocelle.
I due avevano percorso circa 18.000 chilometri in 42 tappe, ai comandi di biplani S.V.A.
in legno e tela privi di cabina chiusa. Avevano condiviso il loro avventuroso viaggio i
motoristi Cappannini e Maretto.

Percorso originario della Crociera Roma - Tokyo del 1920
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Dopo latterraggio a Tokyo, in Giappone vennero
decretati quaranta giorni di festeggiamenti, nel corso dei quali ai due aviatori italiani
vennero concesse le massime onorificenze.
Nel 1970 Mario Panvini Rosati ripetè il percorso ai comandi di
un monomotore SIAI 205, un mezzo che rappresentava lambizione della nostra industria
aeronautica leggera di confrontarsi con unindustria, quella statunitense,
allepoca in crescita esplosiva in quel segmento di mercato.
Il volo di Panvini Rosati, effettuato in epoca moderna, mise in
luce concetti nuovi nel campo dei raid aerei: a fronte di aeroporti più numerosi e
strutture di terra più preparate, lorganizzazione di simile imprese risultava
notevolmente appesantita dalle delicate procedure burocratiche da espletare
preventivamente nei Paesi che si intendeva attraversare.
In più, se è vero che mezzi più sicuri ed equipaggiamenti di
navigazione più affidabili alleggeriscono non di poco i rischi operativi, tuttavia
numerose esperienze ci hanno insegnato che problemi possono giungere da numerose
direzioni, come ebbe modo di annotare sul taccuino Panvini Rosati, fatto segno di tiri di
contraerea mentre lambiva i confini del Vietnam. |